la Dama Indaco


Eilantha, Nostra Signora del Rosario, Dame di Durindane, la Pellegrina, l'Angelo della Biblioteca, la Feticista degli Archivi

Compleanno: 14 novembre

Dove: Venezia

Lavoro: laureata in Beni Culturali e bibliotecaria

Altro: appassionata di storia dell'arte, mitologia, paganesimo, tradizioni popolari

TORNEO MAGIC!


Torneo di Magic a Venezia

Prossimo torneo:

Cat. T1

domenica 17/02

ore 11


info

041 - 2770926

barnabaduemila@virgilio.it

...anche se volete solo venire a trovarmi!

Parole Parole Parole...

"La forza non deriva da capacità fisiche, ma da volontà indomita." Gandhi




"Il verbo amare è uno dei più difficili da coniugare: il suo passato non è semplice, il suo presente non è indicativo e il suo futuro non è che un condizionale." Jean Cocteau





"Una donna dall'animo meschino non puo'cucinare bene.Per fare questo ci vogliono uno spirito generoso,una mano leggera,un cuore caldo." Eden Phillpotts




"...anche il concetto "ama il prossimo tuo come te stesso" non è pienamente esatto. Non tutti amano se stessi; anzi, molti si odiano finendo per odiare anche gli altri. È dunque necessario anzitutto amarsi per poter amare, per poi spiccare il volo verso il prossimo." Alfredo Alì





Solo la Grande Madre permane / dalla quale deriviamo. / Il suo dito giocoso traccia / nell'aria fuggevole i nostri nomi. Hermann Hesse




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Un po' fata un po' strega, un po' donna un po' bambina...vivo a metà tra questo e altri mondi, viaggiando ed esplorando tutto ciò che porta gioia alla mia vita. Contenta di condividere le mie passioni e i miei pensieri con chi si siede a chiaccherare..
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mercoledì, 31 maggio 2006
SO '80 (QUELLI VERI)

Per tutti coloro che sono nati negli anni '80...

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo
ideali,mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso
tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante
e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2...

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora,
vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che Internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer
e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
non erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di
zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, iBarbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un
riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita...

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi
della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turistica. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i
gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco
delle penitenze era bestiale.

Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno
era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali  televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni!


E siamo la generazione che a 23 anni non si vergogna di cantare a squarciagola le sigle dei cartoni...

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venerdì, 26 maggio 2006
THE ROAD NOT TAKEN

Two roads diverged in a yellow wood
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I -
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.


 
Robert L. Frost (poeta statunitense, 1874-1963)

A Nadia.
 Quella strada mi porterà fino a te?
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giovedì, 25 maggio 2006
ELISA  - CITY LIGHTS

Get back on the road
Turn those headlights on
You know it’s still dark
And a long way to your home
Come on don’t give up
You’ve got to hold on
You’ll know what to do if you’ll know what you want

Go through these city lights
You don’t recognize
Cause you don’t belong here
You don’t belong here
But here you found his heart

Fight for what you want
You got to take care
Look after your sisters your brothers
It’s such a small world
They keep saying
Such a small world
But it’s enough to feel lost
And wander without love
Think without a heart
And survive without a soul

Go through these city lights
You don’t recognize
Cause you don’t belong here
You don’t belong here
But here you found his heart
Here you found his soul
He gave you all his love
You’ll never forgive yourself
You’ll never forgive yourself
If you let him go, If you let him go


Torna in strada,
accendi queste luci di posizione
sai che è ancora buio
e di strada da fare per tornare a casa
ce n'è ancora tanta
avanti, non arrenderti
devi tenere duro
saprai cosa fare se saprai cosa volere

Viaggi attraverso queste luci della città
non te ne accorgi perchè non sei di qua
non appartieni a questo posto
ma qui hai trovato il suo cuore

Combatti per quel che vuoi
devi prendertene cura
accudisci le tue sorelle e i tuoi fratelli
è un mondo così piccolo
loro continuano a dire che
è un mondo così piccolo
ma è abbastanza grande da sentirsi persi
da vagare senza avere amore
da pensare senza avere un cuore
e sopravvivere senza avere un'anima

Viaggi attraverso queste luci della città
non te ne accorgi perchè non sei di qua
non appartieni a questo posto
ma qui hai trovato il suo cuore
ma qui hai trovato il suo cuore
lui ti ha dato tutto il suo amore
tu non perdonerai mai te stessa
tu non perdonerai mai te stessa
se lo lasci andare, se lo lasci andare



dall'album Pearl Days (2004)
by damaindaco | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:pensieri, canzoni
mercoledì, 10 maggio 2006
Ho cancellato una poesia che avevo postato tempo fa, su richiesta dell'autrice. Mi dispiace di non essermene accorta prima. E se c'è qualcosa che continua a non andare bene dimmelo, perchè la cosa mi sta facendo saltare i nervi.
by damaindaco | commenti (2) | commenti (2)(popup)
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